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Carenza di ferro, che fare?

Un livello troppo basso di ferro nel sangue ci fa sentire spossati: ma cosa causa questo deficit, come possiamo evitarlo e quali prestazioni sono coperte dall’assicurazione?

Carenza di ferro. ISTOCKPHOTO
Carenza di ferro

Perché ci serve il ferro?

Il ferro come oligoelemento nel nostro sangue è un costituente importante per il funzionamento del metabolismo. Infatti grazie al ferro i nostri globuli rossi trasportano ossigeno alle cellule. Se tuttavia il livello di ferro non è sufficiente, si verificano malfunzionamenti nell’assorbimento e il trasporto di ossigeno.

 

Cos’è una carenza di ferro?

La carenza di ferro è una delle patologie da carenza più diffusa in tutto il mondo. Soprattutto le donne ne vengono colpite, poiché con il ciclo si perde anche ferro. Se non si riesce più a soddisfare il fabbisogno di ferro del nostro corpo – per esempio attraverso l’assunzione di alimenti ricchi di ferro – possono manifestarsi delle carenze.

 

Quali sono i sintomi?

Se l’apporto di ossigeno alle cellule è insufficiente, si manifesta nel soggetto un senso di affaticamento. Questo può tradursi in mal di testa, mancanza di energia, stanchezza cronica, capelli e unghie fragili nonché disturbi del sonno. I sintomi sono simili a quelli dell’anemia, come per esempio pallore e debolezza.

 

Come si misura la carenza di ferro?

Per la diagnosi occorre un’analisi dettagliata del quadro ematologico. Per la carenza di ferro sono determinanti tre valori: emoglobina, ferritina e transferrina.
 

  • L’emoglobina è un complesso proteinico del sangue, che gli conferisce il colore rosso. Il valore dell’emoglobina non dovrebbe essere inferiore a 12 g/dl per le donne e 13 g/dl per gli uomini.
  • La ferritina è la nostra riserva di ferro, un deposito per il funzionamento del nostro corpo. La concentrazione nel siero sanguigno non dovrebbe scendere mai sotto i 30 milligrammi per litro per entrambi i sessi.
  • La transferrina fissa il ferro nel siero grazie a due siti di legame e lo trasporta alle cellule. Normalmente il 35% dei siti di legame sono saturi, invece sotto il 20% si verifica un fenomeno di carenza. La concentrazione normale nel siero risulta tra 2,1 e 3,4 g/l per gli uomini e tra 2,0 e 3,1 g/l per le donne e aumenta in caso di mancanza di ferro.

 

Come si cura la carenza di ferro? 

Innanzitutto dovrebbe consultare un medico per identificare e trattare l’origine della carenza di ferro. Quest’ultima può essere un sintomo di un’altra malattia o derivare da una cattiva alimentazione o ancora da sanguinamenti cronici. Per questo motivo in un primo momento si procede a ricostituire le riserve di ferro del corpo. A questo scopo si possono seguire due strade:
 

  • Compresse di ferro: gli integratori di ferro devono essere assunti per un lungo periodo, da tre a sei mesi. La terapia è abbastanza semplice da seguire. È possibile che si verifichino dei disturbi a stomaco e intestino come effetti collaterali.
  • Infusione di ferro: si procederà ad un’infusione di ferro per endovena soprattutto se compaiono simultaneamente altri disturbi o se viene accertata un’intolleranza alle compresse di ferro. Dal momento che la preparazione di ferro è più complessa e il suo dosaggio è più forte, può provocare in alcuni casi una reazione allergica, vertigini o un collasso circolatorio. In base al dosaggio, una singola infusione potrebbe già essere sufficiente per ricostituire le riserve di ferro.

 

Si può evitare la carenza?

Con una corretta alimentazione ricca di ferro o di alimenti che ne facilitano l’assorbimento, si può già far molto. Tra questi alimenti figurano soprattutto carne, pesce e frutti di mare, latticini e uova. Ma ne sono ricchi anche alcuni cereali, come fiocchi di miglio e di avena, verdure verdi, fagioli, arachidi e albicocche. Per quanto riguarda l’assorbimento di ferro, è d’aiuto in particolar modo la vitamina C.

 

Cosa copre la mia assicurazione malattie?

La cura della carenza di ferro è coperta dall’assicurazione di base. I medicinali impiegati nella terapia devono essere sempre prescritti, forniti o somministrati dal medico. I farmaci accettati sono riportati sull’Elenco dei medicamenti con tariffa (EMT) o sull’Elenco delle specialità (ES) della Confederazione e vengono rimborsati a condizione che il medicinale sia impiegato nel rispetto di un’eventuale limitazione e delle indicazioni registrate. Il suo medico può fornirle informazioni dettagliate in merito a quali compresse o infusioni sono indicate nel suo caso e a cosa copre l’assicurazione malattie.

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